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LE
VIPERE E I MORSI DI VIPERA
RICONOSCIMENTO
DELLE VIPERE
I
serpenti, in particolare le vipere, hanno sempre creato impressione
di paura e di pericolo nella gente.
Una migliore conoscenza del rettile e l'adozione di opportuni meto
di di difesa possono far_ prevenire il pericolo e soprattutto raziona
lizzare la paura.
In Italia le specie di serpenti sono 23, ma soltanto 4 di queste ap
partengono alla famiglia dei Viperidi, sono cioè velenose e perico
lose per la specie umana:
SEGNI DISTINTIVI
Tutte le specie di vipere hanno caratteristiche peculiari ben precise che le
distinguono dai serpenti innocui (colubridi). Tra queste il colore è certamente la meno affidabile in quanto la tendenza delle vipere
a mimetizzarsi con il terreno, permette loro di assumere colori diversi. Più
affidabili, sempre che si riesca ad osservarle, sono la forma della testa, gli
occhi, e la Coda.
L'unica caratteristica certa e di facile identificazione è comunque il morso
Le vipere sono riconoscibili dagli altri serpenti per il corpo tozzo
(largo rispetto alla lunghezza, in particolare la coda è molto corta e
rastremata), per la colorazione poco appariscente (niente verde, giallo o rosso)
bruno rossastro - scuro, macchiato di nero, per l’andamento lento, per la testa
vagamente triangolare e a punta (negli altri serpenti ha forma di ovulo), per le
pupille degli occhi che sono schiacciate e verticali anziché rotonde (simili a
quelle dei gatti), per la presenza in bocca di due vistosi denti veleniferi
molto appuntiti; inoltre la vipera del corno, come dice lo stesso nome, possiede
in corrispondenza del naso una visibile protuberanza.
| SERPE
COMUNE |
VIPERA |
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| TESTA |
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La lunghezza è di norma intorno ai 60/80 cm.
Le vipere si nutrono di piccoli animali vivi che immobilizzano e uccidono
con il potente veleno di cui sono dotate. Il veleno viene iniettato tramite due
acuminati denti scanalati; infatti, quando la vipera morde, si ha la fuoriuscita
del veleno che, percorrendo le scanalature dei denti, penetra nei tessuti
della vittima.
I Viperidi si possono inoltre distinguere dagli altri serpenti per:
la modalità di predazione (le vipere uccidono la preda con il morso
velenoso, gli altri serpenti la soffocano.
La modalità di riproduzione (le vipere sono vivipare, gli altri
serpenti sono ovipari).
La lunghezza (le vipere raramente raggiungono i 100 cm., lunghezza
agevolmente superata dagli altri serpenti).
Il movimento e le tendenze aggressive (le vipere, al contrario dei serpenti
innocui, non sono ne veloci ne scattanti e aggrediscono solo per difesa).
Il veleno
della vipera è pericoloso anche per l’uomo ed in casi molto rari anche
mortale. Molto dipende dalla quantità che viene iniettata (ad es. se la vipera
ha morso poco prima un topo, la sua ghiandola velenifera sarà quasi vuota,
oppure se è molto piccola, la quantità di veleno contenuta nella ghiandola sarà
ridotta), dalla zona del morso (molto pericolosi i morsi nella zona del collo e
della testa), dalle condizioni fisiche dell’interessato e SOPRATTUTTO
DALLA TEMPESTIVITÀ DELL’INTERVENTO SANITARIO.
habitat
Le vipere, come tutti i rettili, amano il calore diretto dei raggi
solari e le superfici che lo trattengono e lo rilasciano gradualmente,
nonché i luoghi dove è facile nascondersi. Posti quindi particolarmente adatti
alla presenza delle vipere sono:
- le pietraie
esposte a solatio
- i muri a secco
- le fascine di legna
- i tronchi d’albero tagliati e accatastati
- le vecchie case abbandonate
- i pagliai
- le rive dei corsi d’acqua e degli stagni
Frequentano normalmente gli ambienti boscosi non folti, le praterie, i
campi, gli orti abbandonati e tutti gli ambienti tranquilli e ricchi di cibo,
dal livello del mare fino a oltre i 1.500 metri, quasi sempre sulla terra
e solo occasionalmente su alberi o cespugli molto folti.
abitudini
Le vipere sono animali pigri e si spostano solo per mangiare (quindi
raramente), preferibilmente nelle ore diurne ma anche in quelle notturne se la
temperatura lo consente, normalmente stanno quasi ferme anche insieme ad altri
soggetti; il loro cibo è composto essenzialmente da piccoli anfibi (rane, rospi
ecc.), topi e piccoli uccelli che paralizzano e uccidono tramite il veleno di
cui sono dotate.
La loro attività si svolge nei mesi di aprile-maggio fino a
ottobre-novembre, con una punta nei mesi più caldi. Sono animali rustici e
sostano preferibilmente in luoghi tranquilli e caldi; rifuggono la presenza
dell’uomo anche se, negli ultimi anni, si sono avute segnalazioni di
vipere anche in luoghi frequentati dall’uomo come orti coltivati o prati
adiacenti abitazioni; si presume che questo anomalo comportamento sia dovuto
alla massiccia presenza di cinghiali all’interno del bosco.
Le vipere mordono l’uomo solo per difesa (quando si sentono minacciate
dalla vicinanza dell’uomo). Quando possibile preferiscono scappare.
Non è vero che partoriscono sugli alberi per non essere morse dai loro
stessi viperotti (anche se occasionalmente le si trova su bassi cespugli molto
folti).
Non è vero che inseguono l’uomo anche per lunghi tratti, anzi la vipera
è un serpente lento.
PREVENZIONE
Evitare il morso di vipera è abbastanza semplice se si seguono delle
regole fondamentali, che elencheremo sinteticamente:
1) preferire i sentieri e i luoghi frequentati in quanto la vipera,timidissima, li evita spaventata dalla presenza dell'uomo.
2)
Indossare calzature adatte, possibilmente alte, calzoni di stoffa robusta non aderenti e calzettoni spessi che attutiscono il morso,ricordando che il veleno
può essere iniettato soltanto alla profondità massima di 3-4 mm. (vedi oltre).
3) Farsi sentire dalle vipere che sono quasi sorde ma percepiscono le vibrazioni del terreno. Battere quindi il suolo con un bastone
man mano che si procede o camminare pesantemente battendo i piedi.
4)
Fare attenzione ai posti freschi quando fa caldo e ai posti tiepidi quando fa fresco (ad es. una vegetazione fitta con il solleone;
dei massi o una pietraia quando il cielo è coperto). È sbagliato
pensare alle vipere acciambellate su un sasso sotto il sole rovente: data la
loro struttura si ustionerebbero immediatamente.
5) Attenzione a dove ci si siede o ci si distende: si corre il rischio di venir
morsi in punti delicati. Un morso al collo pu_ provocare la morte per
soffocamento a causa del gonfiore che si viene a formare.
6) Nel periodo estivo fare attenzione nei boschi anche ai rami degli alberi;le vipere femmine, a volte, partoriscono appese ai rami bassi ed
anche in questo caso si rischia di subire un morto al capo o al collo.
7) Se si posano indumenti per terra, scuoterli con energia prima di indossarli.
8) Distruggere gli avanzi dei cibi consumati ed in particolare le confezioni di latte usate: le vipere sono ghiotte di questo alimento.
9) Non lasciare spalancate le porte delle automobili quando ci si ferma a lungo in aperta campagna o in montagna.
10) Attenzione alle rocce, ai muri di pietra, ai casolari abbandonati e ai
cespugli molto ramificati (ginepri, rododendri, rovi, ecc.). Non mettere mai le mani sotto la roccia, in una fessura o nell'erba alta.
11) Evitare di schiacciare le vipere con i piedi o di colpire con pietre e
bastoni: se non si colpiscono mortalmente si rivoltano cercando di mordere.
12) Se ci si trova di fronte ad una vipera è meglio restare immobili o
indietreggiare lentamente: la vipera cercherà di fuggire.
abbigliamento
L’abbigliamento dovrebbe essere tale da coprire la maggior parte del
corpo allo scopo di ridurre la possibilità di penetrazione dei denti della
vipera; quindi maniche lunghe, pantaloni lunghi e spessi, scarponi, calzettoni
lunghi e, nei luoghi più folti, anche berretto e fazzoletto al collo. Se poi si
intendono svolgere attività come la ricerca di funghi o altri prodotti del
sottobosco, il taglio di erba o di cespugli ecc., sono indispensabili guanti da
lavoro. Durante le passeggiate o le escursioni è bene portare un bastone che ci
consenta di spostare erba cespugli ecc., per aumentare la possibilità di vedere
per tempo la vipera.
campeggio
Prima di
piantare la tenda occorre bonificare per quanto possibile il terreno; si
taglieranno quindi le erbe alte, i cespugli e si farà la massima pulizia del
campo. La tenda andrà poi piantata lontano dai luoghi particolarmente a rischio
e tenuta il più possibile chiusa, per evitare che la vipera (o altri
piccoli animali e insetti) possa trovarvi rifugio.
Non devono essere lasciati all’aperto cibo, bevande ecc.; i rifiuti,
chiusi in sacchetti, dovranno essere appesi agli alberi (per poi essere portati
ai posti di raccolta) o ad altri sostegni, o meglio depositati se possibile e al
più presto in cassonetti, bidoni chiusi ecc.
Gli zaini, le giacche a vento e l’abbigliamento in genere non devono
essere lasciati per terra ma all’interno della tenda o appesi in luoghi alti
per evitare che le vipere vi trovino rifugio.
Non lasciare le porte delle auto aperte.
Controllare sempre, con cautela, l’interno di zaini e giacche a vento
prima di indossarli, soprattutto dopo una sosta durante una
escursione.
alcune regole di
comportamento
Non abbiate
paura di sembrare esagerati nel prendere delle precauzioni perché prevenire è
meglio che curare (e anche molto più sicuro).
Essere sempre attenti a dove mettere mani e piedi controllando il terreno
davanti a voi.
Non sostare a riposare nei luoghi a rischio (es. non riposare appoggiati
con la schiena su muri a secco, cataste di tronchi d’albero, case diroccate,
ecc.)
In caso di arrampicate, se non è possibile vedere dove mettiamo le
mani, battere con un bastone la zona (o meglio indossare dei guanti).
Dovendo entrare, camminare o sostare in zone a rischio fare del rumore
battendo il terreno con i piedi o con un bastone: la vipera fugge sempre quando
percepisce rumori e vibrazioni per lei insoliti.
Non infilate mai le mani in fessure o sotto le rocce per spostarle.
Non andate da soli nei luoghi a rischio.
Se vi imbattete in una vipera, non cercate nella maniera più assoluta di
schiacciarla con i piedi: vi morderebbe sicuramente. Non avvicinatevi mai e, se
proprio non avete altra scelta e siete costretti ad intervenire per forza,
tentate di metterla in fuga usando un lungo bastone o lanciando dei sassi.
AVERE SEMPRE PRESENTE
(anche durante una gita) L’UBICAZIONE DEL PIÙ VICINO POSTO DI PRONTO
SOCCORSO, LA STRADA PER ARRIVARCI ED IL TEMPO OCCORRENTE.
dotazione di primo
soccorso
- 1 benda alta cm. 7 e
lunga mt. 6 (per il bendaggio delle braccia), 1 benda alta cm. 10 e lunga
mt.10 (per il bendaggio delle gambe), 1 cerotto elastico adesivo alto cm.
10 e lungo cm. 50 (tipo Tensoplast), 1 stecca rigida
- un tampone disinfettante
- un piccolo bisturi in confezione sterile (da usare con molta cautela)
- una siringa aspira veleno
Il tutto conservato in
una piccola scatola ben chiusa.
IL MORSO E LA PERICOLOSITA DEL VELENO
Come abbiamo già accennato la vipera è molto lenta nei movimenti, per cui
è pericolosa solo se non la si vede. Inoltre bisogna tener presente che
morde solo perchè ha paura oppure perchè provocata da un movimento da
lei ritenuto pericoloso.
Nell'apparato boccale la vipera ha due denti della lunghezza di 5-7 mm.che si ripiegano sul palato a bocca chiusa. Tali denti sono percorsi, fino a 1-2 mm. dall'apice, da un canalicolo che sbocca nella ghiandola del veleno,come da figura.
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riconoscimento del
morso di vipera
Esiste la possibilità di essere morsi anche da rettili diversi dalle
vipere, per questo è importante saper riconoscere il morso di quest’ultima da
quello, innocuo (basta disinfettare bene), di altri serpenti.
Il morso della vipera è facilmente riconoscibile perché lascia sulla
cute due buchi distanti fra loro circa 1 centimetro - un centimetro e mezzo,
seguiti da una serie di forellini più piccoli (il disegno è volutamente
schematico con l’intento di evidenziare le differenze macroscopiche dei due
tipi di morsi):
Il morso è segnalato da 2 piccoli fori distanti circa 1 cm. l'uno
dall'altro.
Molte volte si può notare solo un foro nel caso che la vipera abbia
perduto in precedenza una zanna. Si possono altresì notare le impronte degli
altri denti mascellari che saranno assenti in caso di morsicatura attraverso
pantaloni o calzettoni.
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Il veleno della vipera (che ha la densità della glicerina e un colore che
va dal giallo oro al verdastro) è costituito dalla combinazione di varie tossine,le quali, entrando in circolo, apportano all'organismo diversi
danni soprattutto a livello di sistema circolatorio (cardiotossine).
Le più importanti tossine infatti sono la Coagalina che coagula il
sangue nei vasi circolatori, l'Emorragina che causa emorragie, I'Emolisina che
distrugge i globuli rossi e altre che distruggono le cellule renali e del fegato.
La pericolosità del veleno di vipera dipende:
1) Dalla vipera che lo inietta:
-
la quantità di veleno che la vipera riesce ad iniettare sotto la cute
dipende alla sua età, dal suo stato di salute, dalla pienezza delle
ghiandole velenifere (ricordiamo che per causare la morte di un uomo adulto in buona salute e di costituzione normale
sono necessari 14-16 mg. di veleno; in media la vipera del corno ne innocula 7
mg., la vipera comune 5 mg. ed il marasso palustre 3-4mg.; la dose media di veleno iniettato non è quindi mortale,
ma poichè si tratta appunto di una dose media, non vi si può fare
affidamento);
-
la fulmineità dell'azione può far si che non tutto il veleno venga
iniettato o, una parte, vada disperso sui vestiti dell'infortunato;
-
le maggiori dimensioni della vipera fanno presupporre la possibilità di
iniettare una maggiore quantità di veleno.
2) Dalla persona colpita:
- una persona adulta sopporta meglio la quantità di veleno iniettata;nell'anziano e nei bambini la stessa quantità determina un
maggior pericolo;
-
la sede del morso condiziona l'evoluzione dei sintomi.
SINTOMI
Il veleno assorbito può causare:
a) sintomi locali: dolore vivissimo nella sede del morso, arrossamento, cianosi, gonfiore dopo circa 10 minuti, crampi più o meno
acuti;
b) sintomi generali: dopo circa 30 minuti-1 ora: cefalea, malessere,
senso di vertigine, tachicardia, riduzione della pressione arteriosa
fino allo stato di shock, vomito, diarrea (a volte sanguinolenta); nei casi
gravi compaiono depressione respiratoria e shock mortale.
PRIMO SOCCORSO
Con gradualità, in rapporto alle esigenze, si possono mettere in atto
le seguenti metodiche:
1) Calma: non lasciarsi prendere dall'ansia e non drammatizzare.
2) Sdraiare e tranquilizzare l'infortunato: in una persona agitata il
veleno entra in circolo più rapidamente. Prima che il gonfiore lo
impedisca sfilare anelli, bracciali, ecc.
3) Laccio: rallentare l'assorbimento del veleno applicando una fascia di
stoffa (fazzoletto, foulard) di 5-6 cm. di larghezza tra la parte morsicata e la radice dell'arto, su una zona che disti 1015 cm. a monte del
morso in modo da rallentare la circolazione senza sopprimerla.
Si deve solo rallentare la circolazione venosa e linfatica (laccio
emolinfostatico), non si deve bloccare quella arteriosa. Quindi non fare legature troppo strette e pericolose. Il laccio dovrà essere allentato
molto lentamente ogni 30 minuti circa. Dopo un minuto il laccio vari
messo qualche cm. più a monte. È importante annotare l'ora di posa
del laccio in maniera visibile, ad es. sulla fronte dell'infortunato, per
aiutare i sanitari che lo prenderanno in cura.
4) Suzione del veleno: se la suzione è tempestiva, è possibile aspirare
una notevole quantità di veleno. Se del veleno viene ingoiato dal
soccorritore, non è grave perchè i succhi gastrici lo distruggeranno.Molto pericolosa
può diventare questa manovra se il soccorritore ha denti cariati, piaghe nella mucosa della bocca o labbra screpolate,
in quanto il veleno passerà nel suo sangue e ne verrà intossicato a
sua volta.
La famosa incisione a croce sui fori del morto presenta solo rischi e non è di utilità alcuna: contribuisce ad aumentare la superficie
di diffusione del veleno, moltiplica i rischi di necrosi ed espone al pericolo
di infezioni.
L'intervento migliore è l'aspirazione del veleno con apposite coppette
aspiratrici facilmente reperibili in commercio.
5) Disinfettare; è opportuno lavare la ferita con acqua ossigenata,
con pergamato di potassio e con acqua semplice perchè il veleno di vipera èidrosolubile. Sono da evitare disinfezioni con alcool o
sostanze alcoliche, perchè il veleno della vipera a contatto con
alcool forma composti tossici.
Avendone la possibilità sarà utile applicare sulla ferita ghiaccio o neve:il freddo rallenta la messa in circolo del veleno.
6) Evitare la somministrazione di bevande alcooliche che sono
dannosissime. Molto indicate, invece, bevande eccitanti come tè o caffè molto forti.
7) Trasportare la persona colpita facendola muovere il meno possibile. Se
si è lontani dai centri abitati costruire una barella di fortuna per il
trasporto, perchè sotto sforzo fisico il sangue e quindi il veleno
circolano con maggiore velocità.
CONSIGLI PRATICI DI COMPORTAMENTO
Morso agli arti
inferiori (gambe):
Applicare una
benda larga almeno 10 cm. e lunga circa 10 metri, tirando ed esercitando una
discreta pressione. Tale bendaggio va esteso il più alto possibile e comunque
anche al di sotto del punto morsicato. Per effettuare, infine, una buona
immobilizzazione dell'arto, va applicata e congruamente fissata, una
stecca rigida. Se queste due operazioni sono state correttamente eseguite,
la compressione così esercitata non risulterà fastidiosa per l'infortunato e
soprattutto potrà essere mantenuta in sede per diverse ore. In ogni
caso NON DOVRA' ESSERE RIMOSSA fino a che il paziente non sia giunto al più
vicino posto di pronto soccorso ospedaliero.
Morso arti superiori
(braccia) :
Premessa banale, ma importante: togliere eventuali orologi ed anelli.
Effettuare un bendaggio compressivo ( benda alta 7 cm e lunga 6 metri), partendo
dalla punta della dita della mano, arrivando fino al gomito (purché non
impedisca la circolazione arteriosa: il polso deve essere percettibile); se si
desidera comunque un margine di sicurezza superiore o se il morso è in
prossimità o addirittura al di sopra del gomito, allora è necessario e
consigliabile fasciare l'intero braccio fino alla spalla. Si procederà,
quindi, come per l'arto inferiore, alla completa immobilizzazione con una
stecca, bloccando il braccio al tronco.
Morso al tronco, al
collo, alla testa :
Anche in questo caso (peraltro fortunatamente molto meno frequente) si cerca di
ottenere un ritardo della
diffusione del veleno. E' consigliabile applicare un tampone rigido sopra la
zona morsicata, tenendolo compresso con un cerotto elastico adesivo.
Le operazioni sopra
descritte sono sufficienti a limitare la diffusione del veleno. Comunque, è
possibile, se sono presenti persone esperte, anche:
utilizzare la siringa per far fuoriuscire il veleno dai due buchi causati dai
denti veleniferi (con molta cautela per non rischiare di ledere arterie, tendini
ecc., incidere con due tagli a X , con centro il buco del morso, la parte
colpita per facilitare la fuoriuscita del veleno)
NEL FRATTEMPO LA
PERSONA COLPITA VA IMMOBILIZZATA, TRANQUILLIZZATA E TRASPORTATA, POSSIBILMENTE
SENZA FARLA CAMMINARE E NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE AL PIÙ VICINO POSTO DI
PRONTO SOCCORSO.
L’IMPORTANTE E’ NON
PERDERE TEMPO (ad esempio per costruire una barella di fortuna o
attardandosi nella applicazione del bendaggio)
E’ utile raccogliere i
dati per un’adeguata anamnesi: identificazione del serpente, o quantomeno
lunghezza, grandezza, colorazione, disegno e comportamento;
1) Veloce possibilità (15-30 minuti) di raggiungere 1'ospedale:
non conviene fare niente oltre ad applicare la fasciatura linfostatica dopo aver sfilato anelli, bracciali, ecc. Portare la persona in ospedale distesa,infondendo tranquillità e somministrando bevande calde.
Lontano dall'ospedale, ma in compagnia di altre persone: a stendere la persona e
tranquilizzarla, rallentare l'assorbimento del veleno con la fasciatura (o con il laccio), ed immobilizzare l'arto se si prevede che
i tempi di arrivo all'ospedale saranno molto lunghi.
3) Lontani dalla struttura ospedaliera, da soli e lontani da possibili
soccorritori: è consigliabile eseguire tutte le misure di primo soccorso
descritte (spremitura e aspirazione, lavaggio, fasciatura compessiva).
Se la persona è certa di non essere allergica al siero (vedi oltre) può
iniettarselo per via intramuscolare.
Può scegliere se rimanere immobile ed aspettare soccorsi possibili o tentare di raggiungere probabili soccorritori. Questa
evenienza conferma quanto sia imprudente affrontare da soli gite a rischio.
IL SIERO ANTIOFIDICO
L'intervento con siero specifico antivipera sta diventando sempre più una
pratica di esclusiva competenza ospedaliera. Il siero disponibile in Italia è
adatto a neutralizzare il veleno delle quattro specie di vipere nazionali.
È
prodotto sottoponendo dei cavalli a dosi crescenti di veleno di vipera, cui gli animali reagiscono con la produzione di anticorpi specifici, i quali
hanno la proprietà di legarsi alle tossine del veleno neutralizzandone l'attività.
Viene venduto in confezioni contenenti mediamente una fiala da 10 cc di siero, una siringa con ago sterile, un laccio emostatico, un
tampone disinfettante.
Svantaggi del siero
Deve essere conservato in frigorifero o a una temperatura di + 2,
+ 6 gradi centigradi e può essere asportato per periodi molto brevi (poche ore).
Se conservato in auto, in tenda o in roulotte senza frigorifero si deteriora e se iniettato
può creare gravissimi disturbi.
Può provocare manifestazioni allergiche che possono portare alla morte dell'infortunato (sembra che diversi decessi
attribuiti al veleno delle vipere fossero dovuti a shock anafilattico).
Se iniettato troppo velocemente o per via endovenosa anzichè intramuscolare o sottocutanea
può provocare collasso e quindi la morte.
È
evidente che la scelta e l'attuazione della terapia con siero antiafidico devono essere atti di specifica competenza medica,
salvo casi di assoluta necessità e cioè se sono già comparsi
sintomi generali di avvelenamento o se l'ospedalizzazione avviene dopo oltre 2-3 ore dal morso.
Modalità d'uso
1) Porre il laccio a monte della ferita.
2) Disinfettare la ferita con il tampone.
3) Effettuare un provino per evidenziare l'eventuale allergia del soggetto verso il siero: iniettare 0,1 cc di siero sotto la pelle
in zona facilmente visibile, ad esempio nel braccio.
Attendere15 -20 minuti e verificare la presenza di segni allarmanti: rossore, gonfiore, dolore.
4) In assenza dei sopradetti segni iniettare metà della fiala in 4 o 5
punti intorno alla ferita e la restante metà alla radice dell'arto:nel gluteo se è stata colpita la gamba, nella spalla se è
stato colpito il braccio.
L'impiego e la posologia del siero antiofidico sono uguali qualunque sia il soggetto morsicato, adulto o bambino, cane o qualsiasi altro animale.
cose da non
fare
- NON SUCCHIARE IL VELENO DALLA FERITA CON LA BOCCA (è infatti molto probabile
avere nel cavo orale piccole ferite causate spesso dallo spazzolino da denti)
- NON SOMMINISTRARE ALCOLICI (hanno effetto depressivo sul sistema nervoso
centrale e vasodilatatore periferico, facilitando quindi l’assorbimento del
veleno)
- NON AGITARSI O IMPAURIRSI, ma mantenere calma e freddezza nelle
operazioni di soccorso.
- Anche se lo avete, NON SOMMINISTRARE IL SIERO ANTIVIPERA (si corre il rischio
di salvare il malcapitato dal pericolo del veleno della vipera per esporlo al
rischio mortale di una sindrome allergica). Il siero DEVE essere somministrato
SOLTANTO in ospedale o sotto il diretto controllo medico.
- NON DISINFETTARE CON ALCOOL NÉ PRATICARE IMPACCHI DI GHIACCIO
- NON UTILIZZARE IL LACCIO EMOSTATICO (se è troppo stretto ed è tenuto a
lungo, può provocare lesioni da cattiva perfusione sanguigna)
NOTA:
LE INFORMAZIONI SOPRA RIPORTATE SONO STATE RICAVATE DALLA DOCUMENTAZIONE DI VARI
CENTRI ANTIVELENI, DAL MANUALE DI PRIMO SOCCORSO DEI VDS CRI DI UDINE E DA ALTRE
FONTI
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