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Passo del Cerreto
mt. 1261, Succiso mt. 2017, Casarola mt. 1979
27/05/2001
| "Una piccola wilderness nell'Appennino Tosco-Emiliano". L'Alpe di Succiso Componenti escursione: 20 + whisky, il cane di Renzo, soci UOEI Pietrasanta e Ripa Tempo: bello temperatura di 27 gradi C° Accompagnatore: Da Prato Marcello, Navari Alessandro Tempo di percorrenza complessivo: ore 5,30 Una vetta solitaria e panoramica in uno degli angoli più solitari dell'Appennino emiliano; poco frequentato rispetto al Cusna, al Giovo o al Cimone, il massiccio dell'Alpe di Succiso ( 2017 mt.) è uno dei più spettacolari ed insieme più selvaggio dell'Appennino emiliano. Poco a Nord dello spartiacque, l'Alpe di Succiso è una delle pochissime vette dell'Appennino settentrionale a superare i duemila metri di quota. Ripida su tutti i versanti, la montagna impone rispetto in ogni stagione, così come il vicino e poco più basso Monte Casarola. Escursionistici d'estate, gli itinerari che salgono alle due cime diventano seri percorsi su ghiaccio e neve d'inverno. L'itinerario proposto prevede la partenza dal Passo del Cerreto in direzione Nord-Ovest fino a raggiungere la conca delle sorgenti del Secchia. |
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| Si prosegue in direzione Nord, raggiungendo prima il crinale e poi la vetta. Il gruppo sulla vetta Escursione. Dopo esserci riuniti assieme agli amici di Ripa, presso il casello dell'autostrada, alle ore 07,30 siamo partiti per Aulla e poi seguendo la strada per Reggio Emilia ci siamo portati al Passo del Cerreto a quota 1261. E' qui che alle ore 09,00 cominciamo la nostra escursione. Proprio nel parcheggio sul passo c'è un bar e nel suo giardino comincia il sentiero n° 00, questo sentiero si snoda dentro una faggeta sino ad arrivare ad una prima radura: il Passo dell'Ospedalaccio a mt. 1271. Al Passo dell'Ospedalaccio Qui siamo direttamente sotto Monte Alto, si prosegue avanti sino ad incrociare una sterrata di servizio per la forestale la si attraversa e si imbocca il sentiero n° 671 ed entrando ancora in una faggeta ci porta in uno dei posti più belli dell'escursione: Le sorgenti del Secchia mt 1600, si tratta di una grande vallata sovrastata da ripide pareti, con prati meravigliosi letteralmente ricoperti di fiori gialli: la Farferuggine, e con numerosissimi ruscelletti ; davvero uno dei posti più ameni che abbia visto, tanto che il pensiero di tutti è stato quello di rimanere lì a goderci la pace e lo spettacolo che la natura ci offriva. |
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| Comunque eravamo ancora decisi ad affrontare la salita alla cima e ci siamo rimessi in cammino, dopo un breve tratto tra faggi il sentiero si fa più aspro e privo di alberi, mentre i fiori non ci hanno mai lasciato, una vera esplosione di colori: dal bianco degli anemoni, il blu delle gienzianelle, l'indaco delle genziane, il giallo intenso dei botton d'oro, il delicato fucsia delle primule rotondi foglie e moltissimi altri che adesso non saprei dire. Le primule rotondifoglie Passo di Pietra Tagliata A quota 1750 metri si arriva al Passo di Pietra Tagliata, dove secondo la leggenda vi passo Annibale con i suoi elefanti. Ora il sentiero si fa veramente più interessante, salendo sulla destra si segue la cresta e camminando sempre sullo spartiacque s'incontrano piccole conche che contengono ancora la neve e finalmente alle ore 12,00 arriviamo in vetta a quota 2017 metri. Lo spettacolo che si apriva ai nostri occhi era una cosa da mozzafiato che se non si vede, non si riesce a spiegare, a sud si vedeva distintamente tutta la catena delle Apuane, mentre tutto intorno s'innalzavano monti maestosi come La Nuda, il Gendarme, il Cusna, Monte Acuto, la Pietra di Bismantova ecc. |
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| Dopo due ore di pausa per il pranzo e foto di gruppo siamo ridiscesi dalla cresta opposta sino alla sella del Casarola (mt 1945), visto che in pochi minuti si poteva arrivare alla cima del Casarola, ci siamo detti: " perché accontentarci quando possiamo andare anche lì? ". E, infatti, ci siamo andati, percorrendo la cresta di questo monte e camminando sull'ultima neve di primavera, siamo arrivati in vetta a quota 1979. Tornati indietro abbiamo preso il sentiero n° 675. Si è presentato subito ripido e scosceso, di quelli che spaccano le ginocchia, ma in compenso ci si trova anche una fresca e inaspettata sorgente. Scendendo sempre si arriva di nuovo alle sorgenti del Secchia, chiudendo l'anello e percorrendo l'ultimo tratto già percorso al mattino si ritorna prima al Passo dell'ospedalaccio e infine al Passo del Cerreto, raggiunto alle ore 16,30. Come di solito, in queste calde giornate, la gita non poteva che finire seduti davanti ad un grosso gelato. Alle ore 17.00 siamo ripartiti per Pietrasanta che abbiamo raggiunto alle ore 18,30. |