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| Principalmente
confondibile con Altri boleti del suo gruppo (boleti a pori rossi), taluni dei quali commestibili dopo cottura come il "Boletus luridus" (scheda n. 20), il "Boletus erythropus", altri tossici o sospetti come il "Boletus torosus", "rhodoxanthus", "purpureus", etc. |
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| Dove
si trova Fungo tipicamente estivo, presente solo in boschi di latifoglie (faggete); cresce esclusivamente su terreno calcareo. É abbastanza raro. |
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| Commestibilità
FUNGO UNIVERSALMENTE CONSIDERATO VELENOSO In realtà i principi tossici di questo boleto non sono tra i più pericolosi; alcuni sostengono addirittura di aver mangiato il "Boletus satanas" dopo una cottura. Ma è sicuramente meglio non provarci. |
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| Osservazioni
É un fungo raro da trovare, anche se moltissimi cercatori di funghi ritengono di incontrarlo spesso. In realtà viene sovente scambiato con altri funghi che hanno in comune la carne virante al blu ed i pori rossi: caratteristiche tuttavia presenti, come abbiamo visto, in molti altri boleti. |
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| Ecologia
Fungo simbionte. Nei nostri boschi predilige il faggio ed il castagno |
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| Principalmente
confondibile con Altre specie appartenenti allo stesso genere ("macrolepiota). Evitare quelle a carne arrossante come la: "Macrolepiota rhacodes" (vedi scheda 21). Da ricordare che la "Macrolepiota procera" ha sempre cappello e gambo a scaglie. |
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| Dove
si trova Fungo estivo, raramente autunnale, predilige le zone aperte e soleggiate al margine dei boschi. |
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| Commestibilità
Buon commestibile. Questo fungo, assai ricercato, viene consumato impanato o cotto alla brace. Attenzione: l'usanza di far "aprire" gli esemplari giovani (immergendone il gambo) in un bicchiere d'acqua, può essere causa di intossicazioni. |
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| Osservazioni
La possibilità di confusione con la "Macrolepiota rhacodes" è molto elevata. Bisogna quindi sempre osservare la presenza delle bande sul gambo e l'eventuale colorazione rossa della carne. Nel dubbio il consiglio è quello di non rischiare, per evitare spiacevoli inconvenienti |
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Ecologia
Fungo saprofita, comune in presenza di graminacee. |
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| Principalmente
confondibile con Sotto latifoglie è difficilmente confondibile con altri igrofori. Occorre però saperlo distinguere da funghi appartenenti ad altri generi, per esempio, come il suo stesso nome ricorda, dalle "russole", con cui ha qualche somiglianza. Sotto conifere questo fungo non cresce affatto, però viene "sostituito" dall'"Hygrophorus erubescens" che gli assomiglia alquanto (innocuo ma amaro). |
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| Dove
si trova Autunnale, cresce a gruppi esclusivamente sotto latifoglie, con particolare predilizione per i terreni con presenza di querce, dove è da considerarsi comune. |
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| Commestibilità
Buon commestibile. La carne ingiallisce alla cottura. Si presta alla conservazione sott'olio. |
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| Osservazioni
Gli igrofori ("portatori di acqua"), hanno questo nome in quanto crescono soprattutto durante i mesi piovosi. Tra di essi (sono circa 120, ma l'approssimazione è per difetto) fa eccezione, in quanto a periodo di crescita, il solo "marzaiolo" ("Hygrophorus marzuolus"), buon commestibile, che fruttifica subito dopo lo scioglimento delle nevi e cioè non necessariamente in marzo ma, a seconda dell'altitudine, da fine febbraio a maggio. |
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| Ecologia
Fungo simbionte con alberi di latifoglia. |
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PLEUROTUS
OSTREATUS
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